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31 gennaio 2012

Come una cascata

Qualche giorno fa abbiamo festeggiato il compleanno di un'amica in un ottimo ristorante libanese a Wilmersdorf.
Siamo tornati a casa presto, prima delle nove, ma la bambina era giá crollata in macchina.
É esistito un tempo in cui il mio posto in macchina era dietro e non davanti, al volante. Dopo una lauta cena, sbirciavo dal finestrino la cittá che passava nella notte. A malincuore mi scuotevo dal torpore digestivo all'arrivo. Gli ultimi secondi passati in macchina, mentre mio padre parcheggiava, mi sembrava la dolcezza del torpore prevalesse sul dovere di alzarsi e uscire.
Ora il mio posto é al volante e una bambina siede dietro. Io guido e lei si addormenta. Io mi fermo al semaforo rosso, rallento agli incroci e lei sa di essere portata a casa e si perde nelle sue fantasie infantili.

Ora che mi trovo al posto che é stato dei miei genitori mi accorgo di quanto io sia stato amato. L'amore che mi informava era molto di piú della mera somma dell'amore dei miei genitori. Era, é ancora, un amore forte, paziente, inestinguibile. Un amore che sgorga ora da me, senza che io ne sia la fonte, se non in minima parte. È qualcosa che passa attraverso di me, mi vivifica e si getta sulla bambina. Si tuffa su di lei come una cascata.

13 settembre 2010

Lotta senza quartiere tra nonni

Per qualche oscura ragione tre nonni su quattro sono convenuti per un po' qui a Berlino (il quarto si rosola per benino ad Abu Dhabi). Scontato che noi genitori abbiamo perso il nostro status di figli (soprattutto io relegato al ruolo di autista, facchino e cuoco; la madre si salva perché almeno deve allattare).
Liberatisi dei genitori, i nonni sono in continua competizione per il possesso della nipotina.
La maggior parte del tempo é insindacabilmente nelle mani del nonno siberiano, che per carattere e complessione fisica (é un armadio di un paio di metri) esercita un'innegabile autoritá patriarcale; la nonna siberiana, in quanto sua moglie (ricordando un proverbio russo: l'uomo é la testa, la donna il collo), riesce a sfilargli di tanto in tanto la bambina. Rimane la nonna romana, che puó vincere solo con l'astuzia. E infattti ogni tanto si "offre" di sbrigare doveri nei confronti della bimba, per esempio se la prende di punto in bianco per lavarle le manine e poi se la tiene ben stretta distraendo il nonno siberiano facendolo parlare con l'autista-facchino-cuoco su temi come il crollo dell'economia bulgara dopo il '91.

27 giugno 2010

Di genitori e nonni

Diventare genitori é una sorta di perfezione biologica.
Dando naturalmente il significato etimologico stretto di perfezione: da perficio, porto a compimento (passando attraverso; infatti scrivo "diventare", non "essere"). "Biologico" sta lí a ricordare che mandare avanti il genere umano di un'altra generazione é (una sorta di) fine naturale (intendendo con naturale il mondo sensibile e prescindendo dal fine ultimo che é anche il senso ultimo e che é Cristo).
Peró esiste un ulteriore grado di perfezione: diventare nonni.
Perché quello che per un genitore é un lavoro, per un nonno é uno spasso!
Per cui, parafrasando Fichte:
Eltern sein ist nichts, Großeltern werden ist der Himmel!
(essere genitori é niente, diventare nonni é cosa celeste!)