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27 ottobre 2013

New4Hands: un'esperienza italiana

i New4Hands
Venerdí scorso i New4Hands hanno suonato al Bar Oro Nero.

Il Bar Oro Nero é, diciamocelo, uno dei migliori caffé italiani di Berlino (se non il migliore), gestito con tanta professionalitá e tantissimo amore da Vita Petrarca e Gina Splendido. Il Bar Oro Nero t'intriga per la qualitá e la freschezza dell'offerta gastronomica e ti conquista per l'esperienza emotiva che vivi al suo interno.
Venerdí i New4Hands hanno dato il meglio.

La musica dei New4Hands é una vera esperienza italiana: inizi ad ascoltarli e ti ritrovi in Italia, in uno di quei paesini arroccati su un colle, passeggiando tra i suoi stretti vicoli dove non batte diretta la luce del sole. Mille odori dalle cucine, mille sfumature dello stesso soffritto, mille profumi di fiori dai balconi e mille voci rimbalzano tra le antiche mura delle case. È piacevole passeggiare, senti di appartenere a questa terra.
E poi esplode la luce nella piazza. T'investe e tocca corde che non sapevi di avere. É una luce piena, feconda, trasfigura l'ombra dei vicoli in un urlo cosmico di vita. Ti abbagliano mille riflessi dai sampietrini e dalle vetrine. Suonano le campane. La forza della luce ti trascina, non puoi resisterle e ti fondi nella musica.

I New4Hands sono un trio composto da eccellenti musicisti: Fabrizio De Melis (violino e armonica), Francesco Di Cicco (chitarra, voce, basso e beat box) e Paolo Eleodori (percussioni).

13 maggio 2012

Gustav Mahler alla Konzerthaus

Ieri siamo andati alla Konzerthaus a Gendarmenmarkt.



La Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, diretta da Sebastian Weigle, ha eseguito la Quinta Sinfonia di Mahler.
Mi aspettavo un trionfo di languori esangui, invece Sebastian Weigle ci ha restituito una Quinta piena di ritmo e vivace (lebendig é l'aggettivo che ho colto dai commenti degli altri spettatori all'uscita). Tanto che non abbiamo avuto tempo per la pausa.
Mahler non si é dimenticato di nessuno strumento e li ha usati tutti con generositá, ma al momento giusto. Il direttore ha interpretato con grande acutezza la partitura in questo senso. Mi ha ricordato le incisioni della maturitá düreriana, in cui é dato il massimo dell'espressione con il minimo dei mezzi.
La Quinta ha una sua bellezza plastica. Nei movimenti iniziali gli archi ballano come un mare in tempesta. Tutti gli strumenti come onde si scagliano contro lo scoglio saldo che é stato Sebastian Weigle.

05 dicembre 2010

Maginficat

Ieri, ammollate moglie e figlia con amica russa a mangiare il gelato a Potsdamer Platz, sono andato alla chiesa della Santa Croce a Kreuzberg a sentire un concerto.
Suonavano e cantavano gli studenti della Humboldt Universität di Berlino e dei solisti di un gruppo berlinese (Athesinus Consort).
La chiesa non é grande (la foto é presa da internet, ieri era buio e c'era un po' di neve) e si potevano vedere da vicino l'orchestra e soprattutto il coro (quando cantava senza accompagnamento).
Ritengo che sia molto importante che giovani musicisti possano eseguire in pubblico, quand'anche davanti a parenti e amici, come ieri. Amo la musica, sebbene abbia un'educazione musicale superficiale, e la ritengo un'irrinunciabile forma di cultura, anche se non produce, ma grazie a Dio non esiste solo il business e non esistono solo fabbriche di bulloni e tonnellate di acciaio da piazzare da qualche parte in Cina.
Dei componenti del coro sono rimasto affascinato dalla concentrazione con cui seguivano il maestro. Una di quelle concentrazioni che ti fa perdere la coscienza di esistere, il calzino calato, il desiderio di grattarti la testa, una di quelle concentrazioni che ti fa essere solo voce (e bocca e occhi spalancati).
Dell'orchestra non ho visto molto, perché la chiesa, a differenza delle sale da concerto, é in piano e gli orchestrali erano quasi tutti coperti dai capoccioni di chi mi stava davanti.
Mi sono goduto i solisti, quando hanno eseguito il Magnificat di Bach, che era il motivo della mia presenza lí (il resto dei pezzi era roba da saggio di fine anno). Il primo soprano non mi é piaciuto, aveva un'aria un po' aggressiva da prima serata, si dimenava con garbo, ma -cazzo- non c'era traccia di sacro nella sua voce. Mi é piaciuto il secondo soprano, mi ha dato un'emozione, un'emozione religiosa. E finalmente una donna in un corpo femminile e non un surrogato d'uomo (come sono queste Tedesche). Contralto e basso mi sono stati indifferenti. Mi é piaciuto il tenore, soprattutto per la sua aria languida e maudit.
Al fin fine questo Magnificat non mi é parso un gran che. La responsabilitá ricade sulla direttrice d'orchestra. Ha eseguito il compitino, tutta impegnata a mostrare di essere meglio di un maschio (come fanno queste Tedesche), persino meglio di un maschio in abiti maschili. Ma il Magnificat mancava di potenza. Dov'é il Signore che scaccia i potenti ed esalta gli umili, che dona ricchezza al povero e rimanda il ricco a mani vuote? Dov'é la Sua gloria? E l'eternitá? E Abramo e il suo seme nei secoli dei secoli?
E dove sono i nostri padri?
Solo l'Omnes generationes ripetuto all'infinito mi ha dato brividi da capogiro e mi ha fatto venire la pelle d'oca.

22 febbraio 2010

Musica!

Sono appena tornato dalla Philharmonie, dove ho assistito ad un magistrale concerto di musica barocca.
Sono arrivato di corsa (non avevo il biglietto e l'ho comprato 5 minuti prima dell'inizio), sudato, bagnato di pioggia e in fase digestiva di un döner (in cui non mancava cipolla e salsa all'aglio). Durante l'intervallo ho abbandonato il mio posto a metá tra il lato destro e le spalle dell'orchestra e ho sfoderato tutta la mia faccia di bronzo andandomi a sedere proprio in prima fila (probabilmente trascinando scie di aglio e cipolla; se qualcuno avesse avuto da ridire mi sarei spacciato per Spagnolo, salvaguardando almeno il buon nome dell'Italia), da dove potevo contare le carie del fagotto e del controfagotto.
Da cosí vicino mi sono divertito a spizzarmi i musicisti, le loro zazzere svolazzanti, i loro ciuffi fluttuanti e quell'aria grave e distratta, concentrata e dinoccolata da restitutor orbis e salus rei publicae. Il tale al clavicembalo sembrava messo lí in punizione dicendo: non sono responsabile per quello che fanno le mie mani (suonare). Il secondo violino fissava la flautista con occhi simili a quelli di un chirurgo che esegua un trapianto di cuore.

20 febbraio 2010

Non ho resistito!

Non ho resistito e l'ho comprata:










Non ho avuto il coraggio di prendere il boccione da 2 L e non me ne pento: praticamente é solo anidride carbonica (e zucchero). Ho pensato di rifarmi il gargarozzo con del buon ayram (yoghurt, acqua e sale), ma ho toppato la marca:
Mi consolo le orecchie (almeno quelle!) ascoltando l'ottima webradio
AVRO Baroque.
Con grande soddisfazione faccio la spesa nei supermercati turchi sulla Haupstraße e sulla Potsdamerstraße che offrono saporiti ben di Allah (in primis formaggi, olive, pane, frutta e verdura). Ce n'é uno cui sono particolarmente affezionato e non solo perché mi pare quello fornito meglio, ma perché ci vanno spesso i Russi a fare la spesa e sentir parlare Russo mi tranquillizza e mi rabbonisce, mi ricorda dolcezze, letture, viaggi, sentimenti, progetti.