01 aprile 2013

Dell'Italia di oggi

"In questa triste Germania del tardo Cinquecento e del primo Seicento non nacque alcuna figura di grande rilievo. La vita intellettuale del paese era stagnante e il comune livello della morale e dei costumi era brutalmente basso. I viaggiatori stranieri in Germania erano colpiti da una sola cosa: la golosità e l'intemperanza rivoltante degli abitanti. I tedeschi, o almeno i piú prosperi di essi, mangiavano e bevevano piú di ogni altro popolo d'Europa ed erano estremamente orgogliosi di questo fatto. In questo particolare momento della storia, non avevano altro di cui essere orgogliosi."

Aldous Huxley, L'eminenza grigia, Arnoldo Mondadori Editore, stampato a Verona nel 1966.
Traduttore non indicato

18 febbraio 2013

Nostalgia

Con il nostro trasferimento a Berlino credevo di aver esaurito  tutte le possibili cause di nostalgia.
Mi sbagliavo.

Per qualche oscura ragione mi tormenta un'inspiegabile nostalgia di Abu Dhabi.

27 gennaio 2013

La fila per il pane

Leggo spesso di stragi di Siriani bombardati mentre fanno la fila per il pane.
Delitto ignobile, perché vengono presi di mira cittadini indifesi e non gruppi di combattenti. Delitto doppiamente ignobile, perché tra le vittime ci sono tantissimi bambini.
Non mi ero reso conto di quale orrendo crimine fosse trucidare chi fa la fila per il pane, finché non mi sono trovato anch'io in fila per il pane, durante il recente viaggio ad Abu Dhabi.
Ero con mia figlia e mia madre.
Non ero mai stato a comprare il pane in questi forni siriani.
Immaginate un negozietto di 7-8 metri quadrati, occupati quasi tutti dal forno, un cubone tutto piastrellato con una bocca rotonda aperta verso l'alto. In fondo, un garzone impasta e stende l'impasto e, seduto a gambe incrociate davanti alla bocca del forno, un altro garzone, quando arriva un cliente, depone l'impasto giá steso su una specie di cuscino e aiutandosi con il cuscino sistema l'impasto sulla parete interna del forno. Quando il pane é cotto, il garzone  lo prende con un rampino e lo consegna al fornaio, un vecchietto barbuto e cordiale, che a sua volta lo dá al cliente in cambio di un dirham.
Il pane é tondo, il diametro simile a quello di una pizza, e mangiato caldo caldo é una delizioso: non c'é da stupirsi che all'ora dei pasti si formi la fila.
Mentre attendevamo il nostro turno, non avevo ancora fatto collegamenti con la Siria, ero piuttosto incuriosito dal modo in cui facevano il pane. Quando poi ho visto il fornaio dare il pane a mia figlia, prendere il dirham che lei aveva tenuto stretto nella sua manina e carezzarla sulla testa, come un fulmine mi ha colpito il pensiero delle stragi di bambini siriani in fila per il pane. Un pensiero doloroso e sempre presente.
Di pietá per le piccole vittime innocenti.

06 novembre 2012

Letture

Da poco ho letto The turn of the screw di Henry James e ora sto leggendo Lady Chatterley's Lover di David H. Lawrence.
Henry James é artefice di una macchina narrativa mirabile, di ingranaggi perfetti, di meccanismi articolati, complessi eppure fluidissimi; c'é da rimanere a bocca aperta davanti a tanto nitore e tanta nobiltá. Non so immaginare quanto lavoro e quanta cura ci siano dietro le superfici levigate e tornite con garbo dei suoi periodi.
David H. Lawrence invece é meno continuo, si concede alti e bassi narrativi; si interessa meno alla storia come ordigno e piú alla precisione e alla ricchezza della lingua: la sua unitá di misura é la parola esatta. Usa un Inglese cosí esatto che sembra Tedesco.
James mette per iscritto una storia giá preesistente, non deve fare altro che preoccuparsi della perfezione formale del suo stile; Lawrence la storia e i personaggi te li sbozza e scolpisce in diretta.
Se vogliamo fare un paragone pittorico, James dipinge su tavola con i colori a olio, mentre Lawrence é un incisore di acqueforti.

13 maggio 2012

Gustav Mahler alla Konzerthaus

Ieri siamo andati alla Konzerthaus a Gendarmenmarkt.



La Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, diretta da Sebastian Weigle, ha eseguito la Quinta Sinfonia di Mahler.
Mi aspettavo un trionfo di languori esangui, invece Sebastian Weigle ci ha restituito una Quinta piena di ritmo e vivace (lebendig é l'aggettivo che ho colto dai commenti degli altri spettatori all'uscita). Tanto che non abbiamo avuto tempo per la pausa.
Mahler non si é dimenticato di nessuno strumento e li ha usati tutti con generositá, ma al momento giusto. Il direttore ha interpretato con grande acutezza la partitura in questo senso. Mi ha ricordato le incisioni della maturitá düreriana, in cui é dato il massimo dell'espressione con il minimo dei mezzi.
La Quinta ha una sua bellezza plastica. Nei movimenti iniziali gli archi ballano come un mare in tempesta. Tutti gli strumenti come onde si scagliano contro lo scoglio saldo che é stato Sebastian Weigle.

20 marzo 2012

Faccia da culo

Oggi sono stato ad un convegno.
Un Francese ha fatto la sua presentazione sulla sostenibilitá di alcune soluzioni per l'ingegneria stradale in Comic Sans.
In Comic Sans, signore e signori! In Comic Sans!
Il Comic Sans non lo usano nemmeno all'asilo di mia figlia per invitarci alla festa della mamma.
Gli avrei tirato una scarpa gli avrei, se non fossi stato sicuro che persino la scarpa avrebbe deviato la traiettoria e preferito tuffarsi in una cagata di vacca.

L'unica cosa positiva é che al convegno, con la faccia italiana come il culo teutonico, ci siamo imbucati, nonché abbiamo scroccato il pranzo (il direttore commerciale s'é pure fregato un paio di bombolotti da portare gentilmente ai colleghi rimasti in ufficio).

PS Per ulteriori informazioni: ban comic sans

17 marzo 2012

Vivere Berlino

Cosa c'é di piú berlinese di una grigliata a Treptower Park non appena spunta il primo sole primaverile?
Techno a palla (piú o meno), amici e conoscenti (di differenti e multiple nazionalitá; minimo cinque) grill a carbonella su treppiede (si carica facilmente su una bici), salsicciotti e bistecchine, insalata di patate (inevitabile come una Nemesi), fiumi di birra e vinelli improbabili.
Nastja corre a qua e lá, scava delle buche, si avventura in giochi con le figlie di chissá chi, torna, si sbrana un wurst e gironzola con un bicchiere in mano come i grandi.